Grillo. E il Debito pubblico?

Intanto vi risparmio il tormentone “Ma quanti ne erano a Roma a #Italia5stelle? … Un flop? Un trionfo per Grillo?” che sta riempiendo giornali e siti internet. Anche perché, pur essendoci stato per due giorni, con tutti quei gazebo che occupavano la scena non ne ho la più pallida idea. E vi risparmio pure il tormentone su #occcupypalco la contestazione (stranamente “cogestita”, a differenza di questa , dall’organizzazione della kermesse) sulla poca trasparenza che domina il Movimento di Grillo. E vi risparmio pure le mie solite prediche su una “Chiesa” che non riesce a diventare “Movimento”. Parliamo invece del davvero sconcertante comizio tenuto da Grillo sabato a #Italia5stelle (qui il video del comizio, per motivi imperscrutabili, monco della seconda parte) che, sostanzialmente, annuncia il referendum consultivo per uscire dall’Euro. Sconcertante perché segna una inequivocabile “svolta a destra” dell’asse politico di Grillo; svolta che si direbbe dettata dall’esigenza di fermare l’emorragia di votanti che dal Movimento Cinquestelle ora sembrerebbero rientrare nei ranghi della Lega.

palcoPreceduto da un prevedibile attacco al Job Act di Renzi – a cui, ovviamente, non fa seguito alcun invito a partecipare alle manifestazioni contro questa davvero infame legge (prima tra tutte lo Sciopero generale indetto dall’USB per il 24 ottobre) – e dette due parole sul “reddito di cittadinanza” (che ci si illude possa essere finanziato con “tagli alla casta” e che, tra l’altro, nel comizio sembrerebbe prefigurare un esercito di LSU) e abbandonatosi a considerazioni sulle piccole e medie imprese, le tasse e i vessatori controlli della Guardia di finanza (anche ai natanti di lusso) che spingono i capitali italiani ad andare all’estero (che si direbbero scritte da Salvini o da Bossi) Grillo passa alla presentazione, tramite slides, dell’Euro come causa di tutti i nostri mali. Ma è così? In parte, si in quanto – ad esempio – non potendo noi stampare noi carta moneta e quindi produrre svalutazione nulla si può fare contro il cappio del Debito pubblico: oggi, 102 miliardi di euro da pagare ogni anno a banche e istituti finanziari detentori dei titoli di Stato. Ma, davvero non si può fare nulla contro il Debito pubblico? Ma non era proprio Grillo (si veda questa intervista nella quale evidenziava che il problema non era l’uscita o meno dall’Euro ma il debito pubblico, oppure qui, qui, o qui…) a chiedere di non pagarlo (o rinegoziarlo drasticamente) e di nazionalizzare le banche (come hanno già fatto in Islanda o in Argentina)? E allora, perché oggi queste parole d’ordine sono scomparse?  Perché, illudendosi che il suo elettorato di “sinistra” (con  un PD sempre più impresentabile e l’agonia di SEL e altre “alternative”) si sia “stabilizzato” oggi per Grillo bisogna, ad ogni costo, recuperare il volatile elettorato di destra (già blandito facendo propri allarmismi quali le epidemie importate dai migranti e dai profughi). E allora, pur di raggiungere l’agognato 51%, fiato alle trombe sull’uscita dall’euro. E che nessuno parli delle popolazioni della Gran Bretagna, anche esse avvinte dalla miseria.

Francesco Santoianni