Podemos. “Todos caballeros”

“I sondaggi, in Spagna, danno a Podemos il 25%! E allora facciamo Podemos anche in Italia”. È, più o meno, questa la parola d’ordine che serpeggia ovunque. Più o meno il “Todos caballeros” di Carlo V che , ad Alghero nel 1541,  insignì di questo titolo le orde di straccioni che si lamentavano dei loro stenti mentre i “caballeros” locali se la spassavano. Più o meno, la stessa proposta dell’editorialista di Repubblica, Curzio Maltese, catapultato sugli scranni di Strasburgo grazie agli ingenui voti dati alla Lista Tsipras. Che, dopo essere stato a Madrid al Congresso di Podemos, propone il suo franchising ed escludendo “ricette miracolose per uscire dalla crisi” (al più un “un New Deal continentale per la creazione di milioni di posti di lavoro”), suggerisce alla compagneria italiana di rottamare  le vecchie facce della politica e di smettere di parlare del sesso degli angeli. E dopo questo maquillage, state pur certi che pure noi arriviamo al 25 per cento.

E tutto questo mentre l’insolitamente lucida “Repubblica” (a differenza di altri, che ne fanno una questione di “appeal“,  come Il Manifesto o La Stampa) si sofferma, con terrore, sulle vere proposte che stanno facendo crescere Podemos e cioè: non pagare il debito pubblico e ridurre, a parità di paga, l’orario di lavoro.  Certo se spulciate qualche chilometrico documento – che so,  di Rifondazione o della Lista Tsipras – da qualche parte, trovate anche queste proposte. Anche. Annegate in un mare di chiacchiere e di strizzatine d’occhio al PD.

Dico la verità. Su questa faccenda del debito pubblico ho il dente avvelenato. Cremaschi prima e Grillo poi sembravano averne fatto il loro cavallo di battaglia. Li ho seguiti entrambi. Poi il primo lo ha lasciato cadere per creare l’ennesimo partitucolo (“Ross@”) mentre l’altro, visto che la Lega si sta riprendendo il suo elettorato, ha abbracciato questa cretinata del referendum per uscire dall’Euro, come se la moneta europea fosse la vera causa della crisi.

Non mi resta, quindi, che sperare nello sbarco di Podemos in Italia. E, pateticamente, mando mail in Spagna, bazzico strane associazioni , scandaglio internet, stringo contatti con “grillini” allo sbando, scrivo su questo blog.

Francesco Santoianni