Podemos a Napoli: com’è andata

C’era Victor Valdés, responsabile Podemos per le reti sociali. Peccato che gli attivisti delle reti sociali napoletane (a cominciare da quelle che hanno animato il riuscitissimo Social Strike) erano, in gran parte, assenti. Complice, forse, la diffidenza (l’incontro era organizzato non dai vari movimenti napoletani ma da Sinistra Anticapitalista) per un possibile franchising come quello che, in Italia, ha portato all’accaparramento del “marchio” Tisipras da parte di SEL e compagnia bella, con risultati davvero spaventosi.

Peccato, perché i movimenti napoletani avrebbero potuto far tesoro da quello che ha detto Valdés. Purtroppo ho dimenticato a casa la videocamera; non resta, quindi, che dare una occhiata ad altri suoi (ottimi!) interventi tenutisi, in questi giorni, in Italia (ad esempio qui o qui) o a questa sua intervista rilasciata a Fanpage a Napoli . Due punti, comunque, del suo discorso è il caso, qui di evidenziare; anche perché rimandano ad un altro Movimento che – come Podemos – veleggiava verso il 30% del corpo elettorale: il Movimento Cinque Stelle. Movimento verso il quale la compagneria ha esternato un disinteresse, (se non addirittura disprezzo) che fa da contraltare all’attenzione spasmodica – quasi una attesa messianica– verso Podemos; come attestato da iniziative grottesche come questa.

Il primo punto è l’utilizzo della Rete. Podemos si serve di Plazapodemos: un portale  suddiviso per tematiche nel quali ogni attivista (identificabile, non certo i misteriosi “attivisti certificati” che servono a Grillo solo per ratificare i suoi diktat)  può confrontarsi e, sopratutto, votare. Una lezione per i tanti movimenti italiani chiusi nei loro innumerevoli siti tabernacolo.

Il secondo punto è il superamento dell’antitesi Destra-Sinistra. Non è certo questa la posizione di Podemos, che si dichiara orgogliosamente di Sinistra e che aderisce al GUE al Parlamento Europeo. Ma, nei fatti, tutte le sue battaglie nascono non già da cartelli di partiti o di organizzazioni di sinistra  ma dall’aggregazione della gente. Partendo dai loro bisogni, non già dalle loro opinioni. Può sembrare una lezione ovvia, ma non è così. Sopratutto se ci si sofferma su sventurate mobilitazioni,  come quelle “contro il razzismo”. Ma di questo ne abbiamo già parlato.

Francesco Santoianni