Armi di Distrazione di Massa

Prima c’era la Propaganda, oggi ci sono (anche) le Armi di Distrazione di Massa. Sempre esistite, ma ora destinate, non già per orientare una generica “opinione pubblica”, ma per neutralizzare potenziali avanguardie di un reale movimento rivoluzionario. Armi di distrazioni di massa che, per di più, innescando nella popolazione laceranti divisioni, permettono al sistema capitalista di perpetuarsi senza significative proteste.

Mobilitazioni contro il “razzismo”, il “fascismo”, il “femminicidio”, l’“omofobia”, i ”rosso-bruni” o in sostegno delle “Primavere arabe”, della “causa curda”, della ”indipendenza della Catalogna”…. essendo affollate da persone di specchiata fede “democratica” (o, addirittura, da militanti che si ritengono “comunisti”) possono, a prima vista, apparire il proseguimento delle istanze anticapitaliste che hanno animato le proteste del 68 in Francia o  quelle in Italia negli anni “70. Così non è. Sono movimenti inventati a tavolino dagli spin doctor del Capitale e alimentati da media “trendy” come Repubblica.

Su questo ci sto scrivendo un libro.

Per ora accontentatevi di questa manciata di articoli e videoclip. Gli altri li trovate sulla mia rubrica “I Media alla Guerra“, su L’Antidiplomatico.It e sul mio blog “di battaglia”: Pecora Rossa.


L’ultima follia: lo “sciopero di 24 ore contro il femminicidio”

Ma esiste davvero il “Femminicidio”?

Otto marzo: neanche una parola contro l’utero in affitto

Unioni Civili: ora tutti fingono di strapparsi i capelli


Ma perché chi non è d’accordo con lo Ius Soli deve essere additato come “razzista”?

La sgradevole questione della “solidarietà” ai migranti clandestini.

Armi di Distrazione di Massa. Su una discutibile “Assemblea contro il razzismo e il fascismo”

Potere al popolo. Ultimo avviso

Emma Bonino e la bufala dei 160.000 migranti da importare ogni anno in Italia

Profughi e migranti: #iostocondibattista