Benvenuti nel Paese delle Meraviglie: “C’è qualcosa di marcio nella NATO…”

“C’è qualcosa di marcio in occidente e nella Nato, se un paese membro può impunemente, addirittura tramite carneficine, portare l’Alleanza sul bordo della guerra. “ sono le parole di Barbara Spinelli (Portavoce Lista Tsipras per le elezioni europee, ma su questo ci ritorniamo) che troneggiano su “Repubblica” a proposito dello “scoop”di Seymour Hersh (anch’esso pubblicato in prima pagina dal quotidiano ultrabellicista di de Benedetti) che addebita alla Turchia la paternità della strage di Ghouta. Insomma, un losco piano del perfido Erdogan, condotto – ovviamente – all’insaputa dei buoni Obama, Hollande e Cameron. Ovviamente, le cose non stanno affatto così.

Intanto, tanto di cappello a Seymour Hersh – uno dei pochi autentici Giornalisti ancora operanti nel Mainstream – ma, ad onor del vero, Hersh non è stato il primo a far luce sulla strage di Ghouta (provocata, verosimilmente, dall’accidentale fuoriuscita di gas velenoso – non Sarin – da un arsenale dei “ribelli”). In Italia, ad esempio, già il 22 agosto 2013, lo faceva il sito Sibialiria , che tra l’altro, due settimane dopo smontava la sgangheratissima “indagine” dell’ONU che additava Assad come mandante della strage. Ma come è possibile smontare le bugie di guerra se non si hanno – come Hersh – accesso a “fonti riservate”? Nella stragrande maggioranza dei casi, basterebbe soffermarsi su evidentissime (veramente evidentissime) incongruenze che giornalisti distratti – o in malafede, o prezzolati – si ostinano ad ignorare preferendo spacciare come verità le bufale cucinate da fonti come l’Osservatorio siriano sui diritti umani. Bufale evidentissime che potrebbero essere smentite finanche dai giornalisti di Repubblica, figuriamoci dalle legioni di analisti della CIA o della NSA della NATO… che tengono sotto controllo quasi tutto quello che respira su questo pianeta.

Quindi, varrebbe la pena domandarsi perché oggi tante gole profonde dei servizi di Intelligence (le stesse che hanno, ad esempio, alimentato le recenti inchieste del MIT o del News York Times) si stiano dando tanto da fare per accusare la sola Turchia della strage di  Ghouta. Una convincente ipotesi è che Erdogan, vista l’esposizione oggi della Russia in Ucraina e illudendosi di avere le mani libere, si sta spingendo troppo in là (anche pianificando attentati false flag) nel progetto di trasformare la Siria in un suo stato vassallo. Da ciò la guerra mediatica che l’Occidente gli ha scatenato. Che questa guerra mediatica includa anche i piagnucolii di Barbara Spinelli e della sempre più filo-occidentale Lista Tsipras, forse, è un caso.

 

Francesco Santoianni