Grillo, Salvini e l’Ucraina

“Né di destra, né di sinistra” E così di fronte alla guerra che l’Unione Europea e la NATO, foraggiando la giunta di Kiev, stanno conducendo da un anno contro le popolazioni del Donbass, il gruppo dei parlamentari Cinque Stelle al Parlamento di Strasburgo si spacca. Ma andiamo per ordine.

Il 15 gennaio viene presentata al Parlamento Europeo una mozione, articolata in 28 punti, che, sostanzialmente,  chiede un inasprimento delle sanzioni contro la Russia e un incondizionato sostegno politico  e militare al governo  fascista di Poroshenko.

Nella mozione, neanche una parola di condanna della guerra – condotta da Kiev con mercenari, bombardamenti, carri armati, cannoni… – che ha già distrutto numerose città dell’Ucraina orientale e ucciso migliaia di inermi persone. Neanche una parola sulle centinaia di lavoratori, democratici, sindacalisti… che ogni giorno, in tutta l’Ucraina, vengono arbitrariamente arrestati o assassinati. Neanche una parola sulle bande fasciste, inquadrate da Poroshenko nell’esercito regolare che fucilano soldati ucraini che si rifiutano di sparare sui loro inermi connazionali….

Nulla di sorprendente in questa omertà, considerando gli 11 miliardi di euro già stanziati dall’Unione Europea per foraggiare la giunta golpista di Kiev. E nulla di sorprendente neanche nel voto a favore espresso dal PD  considerando che il governo Renzi ha già regalato a Kiev 400 milioni di Euro, 90 veicoli blindati Iveco LMV, numerosi droni…

Quello che sbalordisce, invece, è il voto degli europarlamentari Cinque Stelle. Intanto una precisazione. Questa mozione è stata approvata in fase finale per alzata di mano in quanto tutti gli emendamenti precedentemente presentati per modificarla risultavano – dal voto effettuato con procedura elettronica – respinti. Fondamentale, quindi per capire l’orientamento dei parlamentari è analizzare i voti ottenuti dai vari emendamenti. Il bandolo della matassa è stato dipanato da Giulietto Chiesa (che, oltre ad essere un ottimo giornalista, vanta una esperienza di europarlamentare) il quale si sofferma sulla proposta dell’emendamento cruciale e cioè quello che, condannava il governo di Kiev e, sollecitava l’Unione Europea a interrompere la sua politica di sanzioni contro la Russia. Ebbene, tra gli italiani presenti al Parlamento Europeo questo emendamento (il 302) è stato votato solo da Eleonora Forenza (della lista Tsipras), da tutti i parlamentari della Lega Nord e da Dario Tamburrano del Movimento 5 Stelle (qui il video del suo, davvero ottimo, intervento in aula); gli altri parlamentari Cinque Stelle o si sono astenuti o erano assenti al momento del voto. Nota bene – commenta Giulietto Chiesa (e non si può che dargli ragione) – Questa risoluzione, che è legittimo definire complice dell’assassinio, è stata l’occasione offerta al governo di Kiev per riprendere i bombardamenti indiscriminati sulle popolazioni del Donbass.”

Ma quali i motivi della spaccatura nel Movimento Cinque Stelle? Ignoti. Silenzio di tomba. Né un post di Grillo e neanche un pur smilzo comunicato sul sito ufficiale dei Cinque Stelle a Strasburgo (alla faccia delle legioni di “addetti alla comunicazione” che Grillo aveva arruolato per i suoi europarlamentari). E dire che il Movimento Cinque Stelle (dopo l’inevitabile periodo di sbandamento) si era espresso chiaramente contro la mattanza – sponsorizzata dall’Unione Europea – in Ucraina. E dire che se una qualche dissidenza si fosse verificata per una qualsiasi quisquilia (tipo presenza a talk show o spese non documentate fino all’ultimo centesimo) state pur certi che nel Cinque Stelle staremmo già alla caccia alle streghe, ai processi on line, alle espulsioni. E, invece, ora, nulla. Tento di gettare un sasso nello stagno con un rissoso post sul mio miniblog nella speranza che almeno qualcuno tra i tanti candidati alle elezioni regionali qui in Campania (che pur di farsi notare, ormai discettano su qualsiasi cosa) esprima una qualche posizione. Nulla. E neanche “Il fatto Quotidiano” (solitamente attento ad ogni crepa che attraversa il movimento di Grillo) spende una parola o raccoglie qualche parere tra gli europarlamentari Cinque Stelle.

Visto che sono malpensante per natura mi viene il sospetto che lo strano voto degli europarlamentari Cinque Stelle non sia stato affatto una spaccatura politica, basata su preesistenti convinzioni ideologiche, ma la conseguenza di un ordine di scuderia. Di Grillo che, proprio nei giorni del voto si trovava a Strasburgo. E perché?

Un po’ di suspense, please. Prima parliamo del principale competitor, oggi, del Movimento Cinque Stelle: la Lega Nord, che si sta riprendendo tutti i voti che Grillo le aveva strappato. Sull’Ucraina Salvini sta lavorando di fino,  giocando su tre fronti. Intanto, sostenendo la secessione del Donbass e attaccando violentemente il governo di Kiev (“massoni”, “banchieri”,  “eurocrati”, “fascisti”…) spiazzando così le vergognose posizioni della  “sinistra” italiana sull’argomento; poi agitando lo spettro di una ondata di rifugiati, soprattutto disertori, (a proposito, guardatevi questo ottimo video)  che si riverserebbero sulla Padania; poi capitanando i tanti imprenditori (soprattutto del Nord Est) oggi fortemente penalizzati dalle sanzioni della Unione Europea alla Russia.

Riguardo a quest’ultimo punto, la Lega (oltre ad un suo applauditissimo intervento di Salvini alla Duma di Mosca) ha già preso una iniziativa potenzialmente esplosiva: Zaia, Governatore del Veneto, ha proposto a Putin di bypassare le sanzioni dell’Unione Europea permettendo così agli imprenditori del Nord Est (alla canna del gas per via della crisi) di realizzare gli affari di sempre. Proposta questa che ha addirittura trovato l’appoggio (credo inconsapevole) di un parlamentare Cinque Stelle. Non so se vi è chiaro cosa questo può innescare: la secessione della Slovenia (e quindi della guerra in Iugoslavia) è nata con la neutralizzazione dei poliziotti posti ai suoi confini da Belgrado.

Ma torniamo a noi. La Lega Nord, ovviamente, ha votato fieramente contro la mozione presentata il 15 gennaio. Poteva il Movimento Cinque Stelle fare la stessa cosa? Si, secondo me. No, secondo Grillo e i suoi “strateghi”, verosimilmente preoccupati di trovare a tutti i costi un qualche elemento di differenziazione dalla Lega Nord. Per questo è stata data l’indicazione di stemperare la valenza politica di un voto (contro una mozione così infame) creando  il pasticcio del voto differenziato.

Fantapolitica? Proverò a confrontare queste mie posizioni con gli attivisti Cinque Stelle – visto che non c’è altro modo – mettendo questo post nei canonici gruppi Facebook. Ma, mi sa che non lo leggerà nessuno, intenti come sono a incollare santini di Di Maio e Grillo.

Francesco Santoianni