|
Il quarto cavaliere |
Favorita dalle guerre, la peste, a sua volta, le sconfigge: fa cessare assedi e concludere trattati; costringe Don Juan di Castiglia a togliere l'assedio a Lisbona (1348), obbliga il Duca di Berry ad allontanare le sue truppe da Bourges (1412), impone all'esercito turco di allontanare le sue truppe da Ragusa ( 1464), e così via. E' la peste che impone tregue agli eserciti moribondi: tregua tra Genova e Venezia; tregua tra i turchi e Bisanzio; tregua nella guerra civile delle Fiandre (1349); tregua angiofrancese (1347)…
Le conseguenze della Morte Nera sono state di vasta portata, e profonde sia in Occidente che in Oriente. Soltanto da poco gli storici stanno cominciando a studiare le ricadute che ebbe questa catastrofe che sembrò mettere in forse la stessa esistenza delle popolazioni europee e che determinò tanti sconvolgimenti nell'economia, nei flussi migratori, nelle arti, nelle stesse religioni.
La peste continuò a colpire l'Europa apparendo qui, scomparendo là, per poi ritornare a colpire proprio quando si pensava che il pericolo fosse definitivamente passato. Nelle annotazioni di un cronista di Orvieto si legge: "La prima peste generale scoppiò nel 1348 e fu la più violenta" e aggiunge poi: "seconda peste 1363, terza peste 1374, quarta peste 1383, quinta peste 1389". Successivamente una nuova mano ha compilato: "sesta peste 1410". L'elenco delle città martellate dalla peste ripropone lo stesso lugubre e monotono scadenzario del cronista di Orvieto: Firenze 1348, venticinque mila morti; Siena 1349, cinque mila morti; Parigi 1450, quaranta mila morti... una lunghissima lista di orrori.
Il XVI, il XVII e il XVIII secolo conoscono altre epidemie di peste. Napoli 1528, sessantacinque mila morti; Milano 1652, venti mila morti; Bologna 1527, quaranta mila morti; Barcellona 1652, venti mila morti; Marsiglia 1720, cinquanta mila morti; Mosca 1771, cinquantasei mila morti... ma accantoniamo quello che potrebbe essere un interminabile elenco, per focalizzare l'attenzione sugli avvenimenti che caratterizzavano lo svolgersi di un'epidemia di peste.