Gli Antenati del Gatto
Per la paleontologia, invece, la nascita del gatto risale a circa quaranta milioni di anni fa. A quell'epoca viveva un piccolo animale simile all'attuale donnola: il miacis. A giudicare dai suoi resti fossili, doveva avere un corpo piuttosto snello, una coda lunga, zampe abbastanza corte ma utili per arrampicarsi e denti capaci di afferrare e dilaniare la carne. Il miacis appartiene alla famiglia dei Miacidi, dalla quale derivano molti animali terrestri attuali: cani, procioni, orsi, donnole, iene, gatti... si tratta di animali molto diversi tra loro ma che hanno alcune caratteristiche in comune, fra cui quelle di nutrirsi di carne e di allattare i piccoli. Dalla stirpe dei miacidi si distaccò il ramo dei primi animali decisamente simili ai gatti, e ben presto questo ramo si suddivise in due gruppi ben distinti. Il primo gruppo, ormai estinto da tempo, fu quello dei gatti dai denti di sciabola, e si evolvette in creature di grossa mole, con lunghissimi canini (uno degli appartenenti a questo gruppo fu Smilodon, la feroce tigre dai denti di sciabola estintasi appena quindici mila anni fa: è probabile che questo grande predatore fosse il più spietato antagonista dell'uomo primitivo e, forse, il suo ricordo ha ispirato negli antichi Germani il culto del gatto selvatico, l'animale di Freya).
Il secondo gruppo, invece, diede origine ai molti tipi di gatti oggi presenti in tutti i continenti. Non si è trovata nelle caverne dell'uomo preistorico alcuna traccia fossile di questo animale, il che dimostrerebbe che gatto e uomo hanno condotto vite separate fino agli albori della civiltà, fino a quando, cioè, non "entrò in scena" il topo.