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I Fuochi di San Giovanni |
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Da secoli in Europa ogni 24 giugno cesti di vimini contenenti animali vivi vengono gettati nelle fiamme, e bruciati. Quest'usanza, sopravvissuta nelle campagne europee fino a qualche decennio fa, risale probabilmente ai Druidi e ad antichissime tradizioni pagane, ricollegandosi ai culti della fertilità della Grande Madre e forse anche a quello di Cibele. È molto significativo che gli animali sacrificati siano tutti predatori del topo: volpi, serpenti, gufi, e - soprattutto - gatti. Nessuna cerimonia, in nessuna parte d'Europa, prevedeva il sacrificio di topi, che pure dovevano costituire una popolazione numerosa nelle campagne e nelle città, Nell'isola di Bali, invece, questo sacrificio avviene, ma è seguito da un'eloquente cerimonia: i topi che devastano le risaie sono presi in gran numero e bruciati come si bruciano di solito i cadaveri; tra essi, però, due vengono risparmiati, e ricevono in dono un pacchetto di lino bianco. "La gente si prostra davanti a loro come fa con gli dei, e poi li lascia andare" annota il Frazer.