L'Animale sacro

 

Quando si sente parlare del topo come di un animale sacro, bisogna ricordarsi che in latino (come in molte altre lingue antiche) l'aggettivo saces ha due significati: vuol dire tanto sacro quanto esecrando, e dietro ogni rappresentazione sacra c'è sempre qualcosa di inquietante. Più che la peste bubbonica (solo nel diciannovesimo si scoprirà il ruolo della pulce del topo in questa infezione), il sacro terrore per il topo sembra essere dovuto alle devastazioni che le orde di roditori sono capaci di infliggere ai raccolti.

Le cronache sono piene di assalti ai granai da parte di schiere di roditori affamati, intere vallate ridotte a deserti, violente battute di caccia organizzate da contadini disperati… Considerata da questo punto di vista, la venerazione che l'uomo ha sempre avuto per il topo rivela il suo lato più sinistro come testimoniato dal culto dei cosiddetti "fuochi di San Giovanni" in auge da tempo immemorabile in Europa.

Testo tratto dal libro TOPI di Francesco Santoianni Ó Edizioni Giunti, 1993