Dentro la Fiaba

 

Un animale così fortemente radicato nell'immaginario collettivo non poteva lasciare indifferenti le religioni monoteiste che, decine di secoli fa, si andavano strutturando nel bacino del Mediterraneo. Già nella Bibbia troviamo maledizioni contro i topi, e anche l'antagonismo della Chiesa cattolica per questi animali è di antichissima data mentre nel XVI secolo viene istituito un "processo contro i topi" passato alla Storia. Ma la figura del topo è troppo poliedrica per confinarla nelle vesti di Anticristo o in quelle di "forma maligna" della natura, al pari dei vermi o delle cavallette. Ad esempio, sono molte le fiabe antiche dove il topo porta un contributo positivo e determinante al racconto: esso rappresenta spesso lo spirito degli antenati giunto dall'oltretomba in aiuto dei personaggi. Basti ricordare le millenarie fiabe di Baba Iaga e Cenerentola, nelle quali i topolini aiutano la protagonista a liberarsi da un infelice destino.

Del resto, l'onnipresenza dei topo viene identificata in moltissime tradizioni come un segno di immortalità: sono tante le leggende europee che concretizzano l'anima nella forma di un topo, e innumerevoli sono i racconti nei quali l'anima sfugge dalla bocca del morente sotto forma di topolino bianco.

Testo tratto dal libro TOPI di Francesco Santoianni Ó Edizioni Giunti, 1993