DISASTRI: DA ATLANTIDE A CHERNOBYL.
L'Uomo e le grandi catastrofi,
Giunti Gruppo Editoriale, 1996Dal mito di Atlantide a quello del Diluvio Universale, ai terremoti, alle eruzioni, a Chernobyl... i disastri hanno forgiato civiltà, plasmato culture, cancellato città e popoli. Nel libro, che analizza come le catastrofi abbiano segnato l'evoluzione degli organismi, l'impatto delle calamità sull'economia di intere nazioni, i rischi connessi all'impiego di tecnologie quali le biotecnologie o l'energia nucleare) l’analisi del disastro, così come lo studio della malattia permette di conoscere meglio il funzionamento degli organismi, diventare un utile strumento di indagine per farci meglio comprendere alcuni aspetti della nostra società. Ma in questo libro, corredato da una vasta bibliografia, l’interesse per il disastro va al di là di questa pur interessante chiave di lettura. Dalle pagine dell'Apocalisse al dilagare della odierna letteratura e cinematografia "catastrofica", il fascino del disastro, con la sua spettacolarità, con la messa in discussione degli ordinamenti sociali, ha sempre suggellato le segrete aspirazioni di chi vedeva nell'intervento divino o delle cieche forze della natura la risoluzione di problemi troppo grandi e complessi per essere risolti dall'Uomo. In questo senso le riflessioni sullo spettro dei disastri che continua ad aleggiare sui paesi ricchi dove la ricerca di profitto e di immediato benessere a tutti i costi, unita all'illusione di un totale dominio sulla Natura, rischiano di determinare a breve scadenza eventi di una gravità inaudita, risultano di particolare interesse.
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