"Il progresso umano è dolorosamente lento. Ancora peggio, su di esso incombe una minaccia spaventosa: la certezza che un giorno il Sole si raffredderà e tutti noi geleremo. Passeranno milioni di anni, tutti i continenti brulicheranno di uomini di valore e di dottrina. Poi tutto questo finirà e, probabilmente, non ci sarà un nuovo inizio finché il nostro sistema planetario non sarà stato convertito di nuovo in gas incandescente. Sic transit gloria mundi." Charles Darwin, lettera a J. D. Hooker, 1881

 

 

La Stella Nera

Agli inizi del 1984 due paleontologi dell'Università di Chicago, David Raup e Jack Sepkoski, studiando la scomparsa di circa 3.500 specie avvenuta negli ultimi 250 milioni di anni, fecero un'inquietante scoperta: ogni 30 milioni di anni, con sorprendente regolarità, sul nostro pianeta si era verificata una catastrofe che, in un tempo relativamente breve, aveva spazzato via per sempre un'enorme quantità di organismi, e fra questi anche alcuni che pure avevano dominato il pianeta per milioni d'anni.

In quel periodo, lo studio delle improvvise estinzioni di massa stava conoscendo una certa popolarità nel mondo accademico e in quello giornalistico, a seguito del rinvenimento, in uno strato di argilla della gola di Bottaccione (vicino Gubbio, in Umbria) vecchio di 65 milioni di anni, di una percentuale insolitamente alta di iridio.

Questo minerale è presente ad alte concentrazioni quasi esclusivamente negli asteroidi: secondo il premio Nobel Louis Alvarez e suo figlio Walter che studiarono la strana argilla, dunque, anche l'iridio di Bottaccione doveva essere di origine cosmica. Un asteroide di almeno 10 chilometri di diametro doveva essersi schiantato sul nostro pianeta alla velocità di 72.000 chilometri l'ora, provocando colossali sconvolgimenti ambientali su tutta la Terra e determinando, tra l'altro, l'estinzione dei dinosauri. L'ipotesi ebbe una clamorosa conferma nel 1987, quando un cratere di 45 chilometri di diametro, causato presumibilmente da quest'impatto, fu localizzato nei fondali al largo del Canada.

L'entusiasmo suscitato dalla scoperta degli Alvarez fece individuare altri strati d'argilla risalenti allo stesso periodo; le accurate misurazioni del contenuto d'iridio, però, delinearono una realtà sbalorditiva: circa 65 milioni di anni fa, non uno, ma almeno cinque colossali asteroidi si devono essere schiantati sul nostro pianeta nell'arco di qualche millennio.

L'impatto, in un periodo così breve, di cinque asteroidi così grandi non poteva essere una coincidenza: c'era bisogno di una teoria che spiegasse che cosa avesse potuto scatenare un tale evento, e il perché di quella ciclicità di 30 milioni d'anni nella scomparsa di gran parte delle specie viventi.

Fu allora che cominciò ad acquistare popolarità la teoria di Nemesis, la stella nera.