L’attentato
di New York nascosto nei simboli del dollaro?
di Francesco Santoianni
Pubblicato su "Il
Mattino" 25/8/2002
(per gentile concessione de "Il Mattino")
Questo testo è protetto da copyright e non può essere riprodotto senza autorizzazione scritta della Rivista
Di
Giuseppe Cosco ci resta il sito internet (http://cosco-giuseppe.tripod.com),
ancora oggi, a due mesi dalla sua morte, uno dei più consultati della Rete, e
infinite congetture: la più famosa è quella della banconota da un dollaro la
cui effigie testimonierebbe la presenza di una setta, l’Ordine Segreto degli
Illuminati, che dal 1776 domina il mondo.
Affollato
di arcani simboli, la banconota americana documenterebbe molto di più
dell’appartenenza alla Massoneria di quasi tutti i presidenti degli States. Il
numero 13, ad esempio, (13 stelle, 13 frecce, 13 lettere nei motti "E
Pluribus Unum" e "Annuit Coeptis"...) ed alcune
immagini rimandano ai gradi dell’Ordine Segreto degli Illuminati che, essendo
custode delle reliquie di Gesù
e depositario dei segreti dei
Templari, avrebbe nei secoli, con abominevoli complotti, esteso il suo potere
fino a trasformarsi in una tenebrosa Sinarchia: un occulto consesso di potentati
economici e politici che oggi vedrebbe ai suoi vertici i banchieri Rockefeller e
Soros, Henry Kissinger, George Bush, direttori della CIA, i vertici del Fondo
Monetario Internazionale, i membri
della Trilateral Commission, del
gruppo Bildeberg, del Forum di Davos...
Già
“svelata” dal ricercatore neozelandese Barry R. Smith, nel
1995 (poco prima di morire in un misterioso incidente stradale che per molti
suggella la giustezza della sua scoperta) il simbolismo del dollaro non si ferma
all’effige della banconota. I due tratti verticali che, nella rappresentazione
tipografica, sormontano la “S” altro non sarebbero altro che Jachin e Boaz:
le due colonne del Tempio di Salomone, che, come ci ricorda la prestigiosa
studiosa Frances Yates, essendo simbolo dell’impero planetario (da Carlo V
alla Regina Elisabetta), furono scelte come Porta d’Oriente dell’impero
americano: le Twin Towers. Ma l’attentato dell’11 settembre, oltre alle Twin
Towers, colpisce un altro edificio pregno di simbolismi, il Pentagono, che,
nella forma e nel numero 5, richiama Ares, o Marte, la divinità della guerra. E
le coincidenze (o i reconditi significati) non si fermano qui. L’edificio del
Pentagono, nel suo asse centrale, è perfettamente allineato con la
costellazione del Toro, (che astrologicamente presiede ai conflitti militari) e
si inserisce perfettamente nella costellazione di simboli massonici e alchemici
(la Stella di David, la squadra...) tracciati dal tessuto urbanistico della città
di Washington, progettata dal Gran Maestro Pierre Charles L'Enfant.
Una
chiave di lettura esoterica dietro l’attacco al Grande Satana americano?
Assolutamente improbabile. Ma se, ieri, il Segreto di Fatima, che sarebbe stato
dietro l’attentato al Papa, ha fatto versare fiumi di inchiostro, oggi le
leggende su secolari sette segrete responsabili della mattanza cominciata l’11
settembre intasano innumerevoli siti internet. Perché? Verrebbe automatico
citare le “Teorie del complotto” di Massimo Introvigne o l’emergere del
rapporto tra politica ed esoterismo evidenziato dalle ultime ricerche di Giorgio
Galli. Ma forse la spiegazione è più banale e ugualmente preoccupante.
A
coronamento del generale restringimento dei diritti e delle libertà
democratiche che sta investendo gli USA dopo l’11 settembre, dal 1 marzo 2002,
opera l'OSI, (Office of Strategic Influence) una struttura governativa che,
secondo quanto riferisce il New York Times, porterà avanti, anche tramite
Internet, una "black information campaign": una sapiente
miscela di notizie vere inframmezzate da notizie false finalizzata ad
“influenzare positivamente l’opinione pubblica”. Sarà forse un caso, ma,
proprio negli ultimi tempi, siti Internet affollati di fotografie, che si
direbbero manipolate da esperti, e di “notizie”, spesso riprese da
prestigiosi giornali, “documentano” ineffabili eventi legati all’11
settembre: UFO che sorvolano le Twin Towers in fiamme, missili che avrebbero
colpito il Pentagono, complotti ebraici... "La
nostra forza sta nel segreto" sarebbe il motto dell’Ordine degli
Illuminati. La disinformazione è stata ed è la principale forza dei servizi
segreti: un gioco di specchi, una inestricabile nebbia che allontana, forse per
sempre, le risposte agli inquietanti interrogativi che già molti e autorevoli
osservatori stanno ponendo sulla tragedia dell’11 settembre.
Francesco Santoianni