QUALCHE TESTIMONIANZA…
Ennio D., studente fuori corso: <<Intanto cerco di farmi un idea del tipo di ragazza che ho caricato in macchina. Sono abituato a classificare le persone in tipi "uditivi", "visivi", "epidermici" dalle loro risposte e, soprattutto da dove indirizzano lo sguardo quando rispondono a determinate domande. Ad esempio se chiedo "ti ricordi la casa dove sei nata?" la persona "uditiva" istintivamente volge lo sguardo di lato, come se dovesse guardare una delle orecchie, poi si sofferma a parlare dei rumori, delle voci del quartiere, delle risate dei familiari...; la persona "visiva" dapprima volge lo sguardo verso l'alto poi mi parla dei colori, delle ombre, delle forme; la persona "epidermica" dopo aver abbassato lo sguardo finirà per parlare dell'abbraccio dei genitori, il dondolio della culla, il calore delle carezze... Ma come sarebbe a dire "e che ci ricavo da questa classificazione"? Intanto calibro la conversazione per meglio entrare in sintonia con la ragazza. Se é un tipo "uditivo" cercherò di usare frasi come le sue frasi predilette saranno certamente "parliamo di questa faccenda", "quello che dici mi suona bene", "le tue parole sono musica per le mie orecchie"...; per quella "visiva" le frasi sono "ora ho un le idee più chiare", "mi sembra un concetto molto nebuloso"...; per quella "epidermica" uso frasi come "dobbiamo tenerci in contatto", mi ha lasciato la bocca amara... e così via. Va da sé che, una volta classificato il tipo, bisogna proporre cose di suo gradimento: un cinema o una mostra per la "visiva", un concerto o una lunga telefonata per l'"uditiva", una serata in discoteca o un tuffo in piscina per l'"epidermica".
Ah, mi chiede, dottore, se ho mai realizzato qualcosa con qualcuno di questi tipi? Beh..., veramente, io... (singhiozzi)... No! Dottore, neanche una volta! Che devo fare? (singhiozzi)... Mi aiuti lei, dottore...>>
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Francesco Santoianni