QUALCHE TESTIMONIANZA…
Anna P., insegnante, divoratrice di uomini: <<Un trucco che mi sento di consigliare. Ad un certo punto della conversazione mi pizzico la coscia e, con candida naturalezza, mi lamento della giarrettiera troppo stretta. Di solito il maschio che ho di fronte, superato il primo imbarazzo per la rivelazione, si sente autorizzato a 'spingersi' con la conversazione fino ad arrivare alle tanto agognate avances. Tra l'altro questo mio sistema evita fraintendimenti o penosi equivoci. Ricordo a tal proposito un architetto (che tallonavo da tre mesi) il quale alla mia esclamazione non trovò niente di meglio che suggerirmi di fare come lui e indossare le guepierre.>>
Enzo M., architetto con moglie: <<Attacco sempre le mie conversazioni con frasi angosciose quali: "Anche tu non conosci nessuno a questa festa?" "Questi piatti di plastica sono proprio scomodissimi", "Madonna, che noia questa conferenza"... che sottolineano la diciamo così, "ostilità dell'ambiente" e che spingono, quindi, all'unione. Solitamente, di fronte a queste frasi, la ragazza risponde con un sorriso e qualche frase di circostanza alla quale, per evitare che si dissolva il magico momento del primo contatto, bisogna fare immediatamente seguire un diluvio di parole. Di fronte a tante chiacchiere, solitamente, la ragazza si sente obbligata a rispondere con una frase un pò più lunga della prima. E' l'inizio della conversazione. A questo punto svengo.>>
Brunella G., universitaria brufolosa e decisa: <<Avevo messo gli occhi su Alberto, il 'bono' del quartiere, abituato ad avere stuoli di donne imploranti. Gli ho mandato dapprima un mazzo di rose, poi una scatola di cioccolatini e poi, ancora, cioccolatini. Quando Alberto si é convinto di avere a che fare con una delle sue molteplici spasimanti, lo ho fermato per strada domandandogli con studiata ansia di tale Pasquale che, a mio dire, doveva vivere insieme a lui, Di fronte alla sua risposta negativa, ho fatto finta che mi fossero cascate le braccia e ho chiesto se potevo riavere indietro le scatole di cioccolatini.Sia per l'umiliazione di non essere, per una volta, al centro dell'attenzione, sia perché non sono poi tanto male, mi ha proposto di salire da lui a mangiare i cioccolatini. E' triste, lo so! Ma é la vita!>>
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Francesco Santoianni